L’integrazione tra canali media per uscire dalla crisi?

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Stiamo tutti reagendo alla crisi. Anche la nuova comunicazione fatta di social network, di nuove relazioni e servizi sulla rete può contribuire ad uscire dall’empasse e creare  valore aggiunto.

E’ proprio questo il momento in cui le aziende devono  sperimentare nuove forme di integrazione tra i canali (media) di comunicazione on e off-line. Da sempre il passaparola è stato il miglior lasciapassare dell’impresa verso nuovi clienti. Adesso dal word of mouth, si passa al word of mouse, un modo ancora più veloce per moltiplicare  sentiment positivi ma anche negativi della relazione con la marca.  Email, chat, social network sono moltiplicatori di tali processi. Gli utenti chiedono di creare  un senso e un coinvolgimento emotivo, non solo una mera relazione commerciale con il Brand.

L’era della pubblicità d’interruzione e delle sue costose campagne per spingere i consumatori all’acquisto, ha mostrato la corda, ora si parla a individui che rivendicano le loro necessità, che vogliono esprimere i propri bisogni, cercando di essere i protagonisti delle proprie scelte informative.

L’Integrazione

Qualsiasi occasione di comunicazione si trovi ad affrontare un’azienda, deve tener conto dell’integrazione di elementi più tradizionali, offline, come mezzi stampa o televisivi, con elementi provenienti dal mondo del web. Insomma un vero e proprio sapiente mix dei media, che generi opportunità facendo network e creando relazioni.

L’Interazione

E’ finito il tempo di Internet utilizzato come vetrina, il web 2.0 ha avvicinato il brand alle persone, esponendolo facilmente alle loro critiche, trasformazioni e richieste. In realtà le marche non erano da tempo delle fortezze inespugnabili, ancora prima dell’avvento dell’UGC (user generated content). Solo che prima le opinioni non avevano accesso ad amplificatori potenti come oggi avviene con i forum, i blog e i social network. I commenti dei consumatori, degli utenti o dei cittadini avevano canali limitatissimi e chiusi come le lettere,  le telefonate agli uffici legali, ai numeri verdi o agli sportelli per il pubblico. Tutto ciò non consentiva interazione o dialogo.

Il dialogo

Siamo di fronte invece a consumatori non più passivi ma a  persone che vogliono creare un dialogo, dire la propria e commentare le dichiarazioni dell’azienda o le promesse di una marca. Oggi scendere su uno stesso piano per iniziare una conversazione e costruire un rapporto più diretto e quindi un dialogo, è una delle più importanti occasioni che siano mai capitate al marketing aziendale, se opportunamente sfruttata e gestita.

In questo panorama un’azienda capace di ascoltare il proprio pubblico, mettersi in gioco mostrando la propria faccia e fornendo prodotti e servizi di qualità e trasparenza, ha più chance di creare un vantaggio competitivo e di fidelizzazione con il proprio cliente. In questo senso anche la pubblicità più tradizionale può invitare al dialogo. E’ il caso Nutella con la sua campagna “Nutella stories 50 anni di emozioni insieme”.

La trasformazione dopo la crisi

È essenziale acquisire  nuove competenze di tipo relazionale ma  nello stesso tempo recuperare le regole, l’etica e le radici della comunicazione tradizionale. Sviluppare un piano di comunicazione integrata diventa fondamentale in un’ottica di costante trasformazione e ripensamento del web e di integrazione con tutti gli altri media. Soprattutto in un momento in cui l’ago della bilancia della comunicazione è sempre più spostato verso masse maggiormente autonome e resistenti a forme di indottrinamento unidirezionali.

Conclusioni

Lo scenario riconosce inequivocabilmente la comunicazione integrata come componente fondamentale di un processo su cui il nostro Paese deve puntare per uscire dalla crisi economica, dove aziende, consumatori, pubblica amministrazione e cittadini comunichino stabilendo un sistema aperto di relazioni e dialogo per un bene superiore. Insieme si deve tornare a creare valori ed etica, comunicando messaggi positivi. Integrare, piuttosto che dividere. Media tradizionali e web con le rispettive competenze non possono e non devono più rimanere separate.

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