COSA DICE IL NEW YORK TIMES SULLE MIGLIAIA DI AVVISI DI CAMBIAMENTO DELLA PRIVACY


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Probabilmente avrete notato che nell’ultima settimana la posta elettronica è stata intasata da mail relativa alla nuova normativa sulla privacy.

Il New York Times ha voluto spendere alcune parole al riguardo avvertendo i suoi lettori: “non ignoratele”.  Infatti, si tratta di avvisi di cambiamento delle policy di tutte le aziende, in occasione dell’entrata in vigore del Regolamento generale sulla protezione dei dati (la GDPR di cui si sta parlando molto). Certo, ognuno di noi ha avuto la tentazione di cancellarle al primo istante, senza leggerne il contenuto data anche la grande quantità di lessico giuridico e di clausole. Molte di esse, però, contengono informazioni riguardo le modifiche relative alla privacy digitale delle aziende, in un periodo in cui non sappiamo bene quanti e quali dei nostri dati siano disponibili online.

Proprio per questo motivo il New York Times ci ha calorosamente invitati a non eliminare queste mail. Infatti, alcuni siti non ci stanno solo «avvisando» del loro cambio di policy: alcuni ci stanno proprio chiedendo il consenso per usare i nostri dati e per questo vale la pena spendere alcuni inutili per leggere attentamente tutte quelle parole che ci sembrano incomprensibili.

Tra le numerose aziende che stanno provvedendo ad informarci sulle nuove normative sulla privacy, c’è Facebook – nell’occhio del ciclone dopo lo scandalo di Cambridge Analytica – che ha creato un nuovo strumento chiamato Privacy Checkup: un sommario su tutte le informazioni che condividiamo con app, siti esterni e altri profili.  Anche Twitter ha un nuovo sistema simile: si chiama Your Twitter Data e permette di controllare tra le altre informazioni anche le pubblicità delle aziende che vediamo nella timeline.

Entrambi i social network, insieme a Google e molti altri, permetteranno di scaricare i propri dati presenti sulla piattaforma e rimuoverli in ogni momento.

I principi fondamentali della GDPR sono due:

1)    Le aziende hanno bisogno del consenso dell’utente per raccoglierne i dati

2)    L’utente è tenuto a condividere con i siti solo le informazioni necessarie al suo funzionamento.

Ad oggi il carattere globale del web sta scatenando l’esigenza di rivedere tutte le entità commerciali online e le proprie policy, al fine di aderire alle nuove regole.

Fonte:  http://www.rivistastudio.com/cose-che-succedono/gdpr/

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